Passa al contenuto

File pronti per la stampa:

guida definitiva per formati, risoluzione, colori e margini sicuri.
23 aprile 2026 di
Cristian Ferronato

Quando arriva il momento di mandare in stampa un volantino, un depliant o un catalogo, il risultato finale dipende molto da come prepari il file. Anche il progetto più bello può diventare sfocato, sbiadito o tagliato male se il file non è impostato correttamente. 


In questo articolo ti spiego in modo semplice come consegnare un file davvero “pronto per la stampa”: formati giusti, risoluzione adeguata, uso corretto dei colori e impostazione di margini e sbordi.



Quali formati consegnare


Il formato del file è il primo passo per evitare brutte sorprese:


PDF è oggi lo standard. Deve essere esportato con sbordi, impostazioni CMYK e, se possibile, con i font incorporati o i testi convertiti in tracciati. 

EPS o AI sono utili soprattutto per loghi e illustrazioni vettoriali, ma non vanno usati come “formato finale” per la stampa.

JPG, PNG o TIFF sono adatti solo per le immagini (foto o illustrazioni raster), mai per testi o loghi complessi. Anche qui, risoluzione e colore vanno sempre controllati.


Consiglio rapido: chiedi sempre al cliente un PDF stampabile completo, accompagnato da font e immagini sorgenti così da poter intervenire velocemente se serve.



Risoluzione: 72 o 300 dpi?


La risoluzione è la qualità “interna” dell’immagine. Per la stampa, si lavora fra i 255 ed i 300 dpi.

72 dpi è la risoluzione tipica per il web: va bene per gli schermi ma non per la stampa... risulterà sgranata o pixelata. 


Se il cliente ha solo immagini dal web, spesso non è possibile “migliorarle” ingrandendole: la qualità originale non migliora. In questi casi ti consiglio una di queste opzioni: 


  •  sostituire l'immagine con una a risoluzione più alta; 
  •  ridurre le dimensioni di stampa; 
  •  ingrandire l'immagine con un software specifico a tale scopo (ad esempio Upscayl)
  • accettare che la qualità di stampa risulti “scadente”.



Colori: CMYK, RGB e Pantone 


Capire la differenza tra i modelli di colore evita sorprese come “il rosso è diverso” o “i colori sono sbiaditi”...


CMYK (Ciano, Magenta, Giallo e Nero) è il modello usato in stampa. Quando prepari un file lavora sempre con questa modalità. 


RGB è il modello per gli schermi ed il web. Se un file è solo in RGB, una volta stampato risulterà molto diverso (vedi l'immagine qui sotto) .  


Pantone ® offre un linguaggio universale del colore che consente a marchi e produttori di standardizzare il flusso di lavoro (visita il sito ufficiale).


Nel mio workflow trasformo sempre i file RGB in CMYK .




Margini e sbordi


Questi due concetti sono fondamentali per evitare bordi bianchi, tagli sbagliati o testi rotti. 


Abbondanze o sbordi: estendere il file di 3 o 5 mm oltre il taglio finale è indispensabile per evitare che durante il taglio della carta si veda un fastidioso bordo bianco sui bordi dello stampato stesso.


Area sicura: è lo spazio all’interno del quale devi tenere testi, loghi ed elementi importanti. Di solito si trova ad almeno 5 mm dal taglio. 


Una regoletta che consiglio spesso: se il cliente non è sicuro, meglio tenere testi e loghi in posizione centrale ed abbondare con gli sbordi.




Checklist rapida per chi consegna il file


Prima di inviare il file, prova a rispondere a queste domande: 


  • Il file è in PDF stampabile con sbordi? 
  • Le immagini sono a 300 dpi e in CMYK? 
  • I testi e i loghi sono lontani dai bordi (almeno 5 mm)? 
  • I font sono incorporati o i testi sono stati trasformati in tracciati? 


Se ogni risposta è SI sei “a cavallo”!



Ma come posso realizzare un file pronto per la stampa?


Se hai un po' di esperienza nella grafica, ti consiglio di usare il software gratuito Affinity Studio di cui ho già parlato in questo articolo.


Se hai dubbi o domande, scrivimi e sarò felice di aiutarti!

Otto tecniche di stampa a confronto:
la guida che avrei voluto avere